Nasdaq e S&P 500 combattono il nervosismo sui dazi con un mese e un trimestre brutali destinati a concludersi.
Lunedì le azioni statunitensi hanno ridotto le perdite, anche se i titoli azionari in crescita hanno ripreso la recente svendita, in quanto sono aumentate le preoccupazioni per la guerra commerciale in vista della manna tariffaria del presidente Trump, prevista più avanti nella settimana.
Il Nasdaq Composite (^IXIC), ad alto contenuto tecnologico, è sceso dello 0,7%, mentre l’S&P 500 (^GSPC) è temporaneamente sceso al livello più basso da settembre prima di trasformarsi in territorio verde. L’indice a base ampia era sulla buona strada per il suo peggior trimestre dal 2022. Il Dow Jones Industrial Average (^DJI) ha cancellato le perdite mattutine per guadagnare lo 0,7%.
Alcune delle megacap più grandi sono diminuite. Nvidia (NVDA) è scesa di quasi il 3%, mentre Tesla (TSLA) ha perso oltre il 2%. Anche Meta (META) e Amazon (AMZN) sono diminuite.
I mercati sono pronti a concludere marzo con una nota triste dopo un mese e un trimestre difficili, afflitti dalla politica tariffaria in rapida evoluzione di Trump. La scorsa settimana è stata la quinta in sei settimane in cui l’S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno chiuso la settimana in rosso. Questo marzo si preannuncia come il peggiore per entrambi gli indici dall’avvento della pandemia nel 2020. L’indice di riferimento è in calo di oltre il 5% all’inizio dell’anno, mentre il Nasdaq ha perso oltre il 10%.
Le azioni sono state vendute tra le preoccupazioni sull’impatto economico dell’offensiva commerciale di Trump, poiché l’incertezza sulla sua portata smorza l’appetito del mercato per il rischio. Gli investitori si stanno ora preparando per il più ampio set di tariffe statunitensi finora, che saranno svelate il 2 aprile, descritto dal presidente come “Giorno della liberazione”.
Trump ha detto che ha intenzione di colpire “tutti i paesi” con tariffe reciproche fin dall’inizio, smorzando le speranze per una spinta più limitata. Un rapporto del Washington Post di questo fine settimana ha suggerito che il presidente sta spingendo i consiglieri a fare ancora “di più” nell’imporre le tasse.
Nel frattempo, i mercati continuano a tenere d’occhio i segnali di stress economico dopo che le azioni sono crollate sulla scia di una lettura più calda del previsto sul PCE “core”, la misura preferita della Federal Reserve per l’inflazione. Il rapporto sui lavori di marzo, in uscita venerdì, è il momento clou della settimana, con aggiornamenti sulle buste paga private e sulle offerte di lavoro anche in agenda.